Passaparola, come sopravvivere alla TV di regime

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Beppe Grillo e Marco Travaglio si preparano a contrastare il clima di censura e repressione che presto si abbatterà sul nostro paese. Finalmente Grillo si apre alla web tv in maniera costante, ad iniziare dal suo intervento in diretta streaming alla Fiera del Libro di Torino. Marco Travaglio avrà un suo spazio ogni Lunedì alle 14:00 in diretta sul blog di Beppe Grillo e su quello di chiunque altro voglia “ospitarlo”. Staremo a vedere i dati d’ascolto che immagino saranno sbalorditivi. Finalmente in Italia si inizia a bypassere l’intermediazione dei vecchi media sempre più chiusi e asserviti ai potenti.

Podcasting In Plain English

 

Pangea Day: i primi 20 minuti

Travaglio da Fazio, completo

Spot della Tv svedese

Current TV Italia, primo report

Come blogger ho avuto la fortuna di partecipare alla presentazione, tenutasi Giovedì 8 Maggio presso il teatro Ambra Jovinelli, della versione italiana di Current, il canale televisivo fondato da Al Gore. Il premio Nobel ha avviato questo progetto negli USA nel 2005 e, dopo il successo in patria, ha deciso di spostarsi in Europa, prima in Irlanda e UK e adesso nel Belpaese, il primo non anglofono coinvolto. Current è un canale televisivo satellitare fuori dal comune; un terzo dei suoi contenuti e metà della sua pubblicità è infatti creata e selezionata dagli utenti, attraverso il sito current.it. L’incontro con Al Gore è stato diverso rispetto ad una normale conferenza stampa, gli invitati infatti erano nella quasi totalità bloggers che, armati di laptop e palmari, hanno creato un lancio della notizia virale e totalmente 2.0; lo staff di current ha deciso di affidare ai suoi futuri fruitori privilegiati l’onere e l’onore di essere parte della pubblicizzazione stessa del canale prima ancora che del suo “assemblamento”. Il progetto italiano è supportato da Sky che gestirà la parte satellitare del canale; questo permetterà a current di essere accessibile a circa 60 milioni di persone nel mondo, oltre che a moltissime altre attraverso il web. L’idea di fondo è che d’ora in poi il pubblico non sia più passivo ma partecipi attivamente alla costruzione e alla selezione della propria informazione e del proprio intrattenimento. Durante l’incontro Al Gore ha più volte ribadito l’assoluta indipendenza di Current rispetto a governi e lobby economiche, garantitagli da Sky, e l’importanza della collaborazione degli utenti, che possono anche ricavare dei guadagni dai propri video se questi vengono selezionati. I video creati dagli utenti, VC2 (viewer created content), sono “veloci” e di breve durata e vengono mixati tra loro per creare un’informazione giovane e dinamica che tiene il passo del web; current è una tv generalista e quindi vi si possono trovare contenuti di qualunque tipo che si susseguono in “modalità shuffle” come in una playlist musicale. Questo progetto rappresenta una rivoluzione annunciata e prevedibile in cui internet diventa il mezzo di accesso e di interazione tra pubblico e media, anche tradizionali, in una democratizzazione della comunicazione che può far traballare il sistema informativo a cui siamo abituati, sovvertendo l’idea dei media come unici custodi delle verità e gestori assoluti delle priorità di argomento. Per l’Italia e per i suoi giovani si prospetta una grande opportunità, non solo per un’informazione più libera e democratica ma anche per l’apprendimento di quelle che sono le possibilità offerteci dal web nella condivisione di informazioni e nella collaborazione creativa.

PS: Questo blog cercherà di seguire il più possibile i futuri sviluppi di questo progetto.

Berlusconi editore liberale o illiberale?

Cosa ha fatto Sgarbi ad Annozero


Grillo, Battista e il contraddittorio

Pigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere di oggi, lunedì 5 maggio 2008, scrive che la puntata di “Annozero” si è svolta «senza contraddittorio» e «senza possibilità di replica».
Quello che segue è l’elenco completo delle espressioni indirizzate da Vittorio Sgarbi a Beppe Grillo, a Marco Travaglio e ad “Annozero”, durante la puntata del 1 maggio.

- «Non fare il fenomeno» (a Travaglio).
- «Sembri Fassino» (a Travaglio, che risponde: «Fassino glielo dici a tua sorella»).
- «Mia sorella vale venti volte te che se un pezzo di merda, pezzo di merda puro» (a Travaglio).
- «Hai fatto parlare questo cretino, ora fai parlare me» (a Santoro, riferito a Grillo).
- «Che non racconti queste stronzate sulle basi Nato» (a Grillo).
- «Si vergogni, quest’idiota, questo farabutto» (a Grillo).
- «Hai parlato tu che diffami il mondo, ignorante» (a Travaglio).
- «Grillo non pone questioni, dice stronzate».
- «Non dire stronzate, non dici frasi, dici stronzate» (a Travaglio).
- «Vanno a sentire lo spettacolo di un’idiota» (ai “grillini” in piazza).
- «Non sputtanare l’Italia, non dire puttanate, stai dicendo stronzate» (a Travaglio).
- «Non dire stronzate» (a Travaglio).
- «Vince la destra lo stesso, con i vostri applausi del cazzo» (a Travaglio).
- «Sei un bugiardo, un falsario» (a Travaglio, accusato di lodare Enzo Biagi e criticare Cesare Romiti).
- «Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te» (a Travaglio).
- «Non voglio far andare avanti questo che dice solo delle balle» (a Travaglio).
- «Non ha argomenti, dice bugie» (riferito a Travaglio).
- «Non sfottere, che tu sei il popolo del nulla» (a Travaglio).
- «Popolo del nulla, perché ascolta le sue stronzate» (riferito a Travaglio).
- «Dite delle bugie, siete dei bugiardi» (a Travaglio).
- «Faccia da tonto» (a Travaglio).
- «Avete pubblicato della merda» (a Roberto Natale, riferito alla pubblicazione sui giornali delle intercettazioni).
Se quello della puntata del 1 maggio non è contraddittorio, allora la prossima volta, per esprimere un dissenso più efficace in diretta, dovranno sputarci in faccia e prenderci a calci nello stomaco? Allora, finalmente, i liberal come Battista saranno soddisfatti. O no?

Tratto da annozero.it

Social lending: Zopa.it supera 1 mln di prestiti

A tre mesi dalla sua apertura pubblica, su Zopa.it, la prima community italiana di social lending, i membri si sono scambiati direttamente tra loro oltre 1 milione di euro: una cifra record che dimostra come la novità del social lending, ovvero ‘prestito sociale’, si stia affermando sul mercato italiano.
La rivoluzione che Zopa.it offre ai suoi membri consiste nella disintermediazione: grazie a una piattaforma online, infatti, le persone possono prestarsi denaro direttamente tra loro, tagliando fuori gli intermediari tradizionali, ottenendo condizioni più vantaggiose e restituendo un volto umano alla finanza personale.
Ed è una rivoluzione che piace agli italiani. Oggi, a tre mesi dall’apertura pubblica della comunità online, gli iscritti sono infatti 14.500 e i prestiti tra i membri della community hanno già superato 1.120.000 euro. Questa cifra cresce di ora in ora e tutti possono verificarne il progressivo incremento dalla homepage di Zopa.it, dove si può sempre visualizzare l’importo complessivo che i membri si sono scambiati, ma anche quanti soldi sono messi a disposizione da chi presta denaro (in data 22 aprile, ore 9, in offerta ci sono oltre 502.000 euro) e l’importo dei prestiti in valutazione, fase in cui viene raccolta ed esaminata la documentazione e approvato definitivamente il prestito (in data 22 aprile, ore 9, ci sono più di 468.000 euro). Zopa.it offre un modo alternativo di chiedere un prestito e di investire denaro: un modo più umano, che al centro mette le persone in carne ed ossa e le loro esigenze.
Il funzionamento di Zopa - acronimo di ZOna di Possibile Accordo - si basa sulla creazione di una comunità online nella quale i Richiedenti (coloro che richiedono un prestito) e i Prestatori (coloro che investono il proprio denaro prestandolo ad altri) possono interagire direttamente tra loro, senza ricorrere ad intermediari, ottenendo così condizioni migliori per entrambi: tassi più bassi per chi ottiene il prestito e interessi più alti per chi presta denaro. All’interno della comunità si crea in questo modo un mercato, nel quale i tassi correnti sono determinati solo e soltanto dall’incontro diretto tra domanda e offerta.
Zopa.it ha il solo ruolo di facilitatore: crea il mercato e ne fissa le regole, assicura l’efficienza del sistema e la sua funzionalità dal punto di vista tecnologico, effettua la valutazione del merito creditizio dei Richiedenti (A+, A, B, C) e gestisce le transazioni tra le parti, inclusi i flussi di pagamento. Inoltre Zopa.it per minimizzare il rischio dei Prestatori suddivide sempre l’importo prestato tra 50 diversi Richiedenti. Nella comunità di Zopa.it i Richiedenti possono richiedere prestiti da 1.500 a 15.000 euro per una durata che va da 12 a 36 mesi, mentre i Prestatori possono mettere a disposizione un importo che va da un minimo di 100 euro ad un massimo di 50mila euro, sempre da 12 a 36 mesi.

A livello internazionale, il successo del nuovo sistema è stato sancito da un altro premio, The International Retail Banking Award, assegnato lo scorso 3 aprile all’inglese Zopa.com nell’ambito del 26° International Banking Forum, per la categoria ‘Most threatening non-bank competitor’ (vale a dire il più minaccioso concorrente non bancario).

La sinistra che ha paura di Beppe Grillo

TRATTO DA: IL MANIFESTO

Lettera in risposta ad un precedente articolo di Norma rangeri

Dagli amici di Beppe Grillo Cara redazione, sono un vostro giovane e fedele lettore. Faccio parte del gruppo degli Amici di Beppe Grillo di Bologna. Noi non stiamo a Grillo come il Pdl o il Pd stanno a Berlusconi e Veltroni. Siamo un gruppo abbastanza indipendente, ognuno con le proprie idee, ognuno pronto a discuterle insieme agli altri. Personalmente sono d’accordo con quanto detto da Marco Travaglio sul palco di Torino. Sarei più per una revisione che per una abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali. E così vale anche per l’albo dei giornalisti. Per la legge Gasparri sono invece intransigente, e credo che lo siano tutti quelli con un minimo di capacità mentali. Nonostante ciò ho firmato per i tre referendum perché credo che l’Italia abbia bisogno di forti strattoni per uscire dal pantano in cui si è infilata. Venerdì a Bologna l’entusiasmo dei giovani era alle stelle. Il mondo della sinistra sta perdendo un grosso treno. Il mondo della sinistra è cieco quando si tratta di capire i reali bisogni della gente. Non ci si rende conto che ci sono tantissime persone di questo movimento che ignorando il messaggio di Grillo sono andate a votare a sinistra per «amore delle idee» e che ora restano profondamente deluse? Non ci si rende conto che tra i vostri fedeli lettori ci sono anch’io? E come me tanti altri, forse più di quanto voi possiate immaginare. Il manifesto è considerato il miglior giornale italiano dai «grillini», l’unico che valga la pena di acquistare. Cosa posso mai pensare quando denigrate Grillo perché porta una camicia nera? Non vi sembra una sciocchezza? Una camicia nera oggi non ha più significato. Siamo noi il futuro, e spero che un giorno lo capirete e la smetterete di essere come quelli che un tempo combattevate. Cordiali saluti. Fabio Cristalli

Non solo contestazione Cara Norma, non sono d’accordo con il tuo giudizio sulle iniziative di Grillo. In piazza San Carlo a Torino ho potuto parlare (da elettore di sinistra) con molte persone che non si erano mai interessate alla politica. Tutti ragazzi che la sinistra non è nemmeno lontanamente in grado di interessare ai temi sociali. Torinesi che hanno incominciato a capire che nesso c’è tra il costruendo inceneritore di Torino e il disastro della raccolta differenziata in città. Non solo contestazione antipolitica, ma vicinanza ai bisogni delle persone. Il mestiere che la sinistra ha disimparato a fare. Cordiali saluti. Francesco

State sbagliando Cara Norma Rangeri, credo che il nostro giornale stia sbagliando a fare la lotta senza quartiere al «populismo» di Grillo. Con questo atteggiamento sospettoso nei confronti di Grillo mettiamo da parte il legame che invece abbiamo con la società civile che a questo V2day Grillo rappresenta (No Tav, No Dal Molin, truffati dai bond, chi lotta per l’acqua pubblica, ecologisti…). Consiglierei di essere un po’ più aperti anche perché molte cose per cui lottiamo sono più efficacemente comunicate da Grillo che non dal nostro giornale. Da Norma Rangeri mi sarebbe anche piaciuto leggere che avrei potuto vedere il V2day in diretta su Ecotv,in modo da potere essere io a giudicare se ci fossero guru o cose inadatte al giorno in cui si difende il patto costituzionale e il ricordo della Resistenza. Inoltre aggiungo che il 25 aprile è anche uno dei giorni in cui quasi tutti non dobbiamo andare al lavoro, che per molti è anche la domenica o la notte. Grazie e resistiamo sempre. Matteo Litta

Le verità libere di Grillo Perché Grillo fa cosi paura? Perché dice verità libere e non ricattabili. Verità che colpiscono le basi su cui si fonda il sistema delle caste, tutti, nessuno escluso. E è per questo che Il Giornale e la Repubblica hanno le stesse reazioni isteriche al V2day. E non è questione di capire il fenomeno Grillo o meno, certo, qualche ottuso osservatore ci sarà, ma la reazione compatta delle caste politiche e giornalistiche dimostra che le verità denunciate da Grillo le conoscono benissimo anche loro, dallo psiconano a Topo gigio, da Scalfari a Riotta. Ma le caste sanno anche benissimo se oggi ammettessero le verità di Grillo cascherebbe loro addosso il proprio castello di carta. Paura di essere svergognati, dunque, ma quello che li fa imbestialire di più è che le verità denunciate da Grillo li mette tutti sullo stesso piano e fa saltare l’ipocrisia delle fasulle divisioni tra partiti. Un esempio palese è proprio la libertà d’informazione. Che una democrazia sana abbia bisogno di un’informazione libera e indipendente lo sanno tutti, nessuno lo nega, a parole. Nei fatti, però, le caste non hanno mai affrontato il problema e al contrario hanno sfruttato la lottizzazione selvaggia a fini egoistici. Orfani di idee e progetti, cioè, i partiti hanno sostituito la forza della politica con quella delle clientele: la distribuzione di cariche pubbliche e il controllo dell’informazione. Tommaso Merlo

L’indipendenza non s’impara Ho letto con estremo interesse l’articolo di Norma Rangeri su Beppe Grillo del 25 aprile e avevo alcune perplessità sull’argomento dell’abolizione dell’ordine dei giornalisti. La Rangeri sostiene l’ipotesi di un preciso (e unico) canale di ingresso nella professione di giornalista individuandolo in scuole di livello universitario e post-universitario. L’argomentazione mi lascia perplesso. E’ vero che viviamo in una società molto complessa e quindi chi si accinge a descriverla (e quindi, implicitamente, a intepretarla) deve essere fornito di strumenti adeguati. Ma il nocciolo della questione è altrove, non nella preparazione ma nell’indipendenza. E questa non la dà nessuna scuola. Può darla un sistema di regole. Se si ha la forza di farle approvare prima e di farle rispettare poi. Stando a quanto dice Chomsky in libri tipo Manufacturing consent al momento questa forza non c’è. Inoltre la necessità di formazione post-universitaria non la sento condivisa. Questo vuol dire che lo studente, in quanto tale, dipende ancora dai genitori (e ecco una barriera di censo). Forse vivendo al nord sono stato contaminato dal virus della semplificazione portato dalla propaganda leghista, ma voglio raccontare un aneddoto in proposito, preso dal mondo dell’insegnamento. Tempo fa chiesi a un insegnante che ne pensava delle scuole di specializzazione se, a suo parere, erano utili nella professione o solo un parcheggio temporaneo per gli aspiranti insegnanti. L’ interpellato rispose: la seconda che hai detto. Cordiali saluti Marco Oman, Pordenone

A sinistra dei girotondi Cari amici del manifesto, mi sembra di vedere un po’ di grillofobia nella sinistra, e temo sia un sintomo dello stesso male - l’incapacità di leggere la gente - che ha portato a diventare extraparlamentari. Ho letto discussioni se avesse più senso, questo 25 aprile a Torino, essere davanti al palco di Grillo in piazza San Carlo o commemorare la liberazione in piazza Castello… con un Pd talmente attento alla Costituzione che quasi dimentica la Resistenza tra i suoi valori fondanti, un partito che esprime il sindaco dei Cpt e della Tav fatto con i manganelli. A Grillo si possono muovere critiche di metodo e di merito, di qualunquismo. Ma è proprio così, è soltanto questo? Sarebbe bastato ascoltare l’intervento di Travaglio «evitare di semplificare e imparare a distinguere», «questo ordine dei giornalisti deve essere abolito, non l’idea di un ordine»: oltre ai vaffa ci sono stati anche degli approfondimenti, che peraltro rispecchiano gli stessi contributi portati su questo giornale da Roberto Natale… approfondimenti in forma intelligibile da chi si riesce a fatica a trascinare in piazza, e certo non compra il manifesto, ma che proprio per questo ha più bisogno di sentirli. Mi è venuto da piangere a vedere Travaglio, che di sinistra non prova nemmeno a fingersi, scavalcare a sinistra tutta la compagine rutelliana (e arcobaleno sostenuta), nel ricordare che se in Italia ci sono quattro stupri al giorno e si parla soltanto di un caso, forse è perché si vuole favorire Alemanno nella corsa per la capitale. Mi è venuto da piangere a vedere Grillo scavalcare a sinistra i girotondi spiegando che la democrazia si costruisce dal basso, vederlo sforzarsi di spiegare a delle coscienze addormentate che devono fare qualcosa in prima persona, vederlo dare spazio ai tanti movimenti di lotta, da quello No tav a quello No Dal Molin, da quelli contro gli inceneritori alle lotte campane sui rifiuti, più spazio di quanto questi movimenti trovino tra i politici, e a volte più spazio di quanto ne trovino anche su pagine attente come queste. Enrico Vair San Didero (Valsusa)

Non è un guru Gentile Norma Rangeri, con questa e-mail voglio rispondere al suo articolo del 25 aprile, da abbonato al manifesto e da firmatario dei 3 referendum del V2-day. Penso che in quello che ha scritto ci siano, oltre a legittime opinioni personali, anche delle cose non corrette. Come quella di considerare Grillo un guru, un leader. Io come tanti altri, non ne possiamo più di leader. Mi spaventano le figure come Berlusconi e quelli che gli vanno dietro. Grillo è solo un megafono. Perché abbiamo bisogno di un megafono? Perché la disinformazione oggi è assordante e le voci piccole non si sentono o sono facilmente zittite. Credo che Grillo si sia guadagnato sul campo il diritto di fare almeno il megafono di un’esigenza di cambiamento il giorno che s’è giocato il posto in tv per dire quello che tutti sapevamo sui socialisti (e su un intero sistema) quando il sistema era ancora forte. Raffaele