
ll presidente cinese Hu Jintao ha inviato a tre personalità internazionali una lettera in cui esplicita la posizione, sua e del suo governo, in merito alla situazione tibetana che è recentemente sfociata in manifestazioni di protesta violentemente represse.
Le tre personalità in questione sono: Nancy Pelosi, Presidente della Camera dei Rappresentanti USA, che aveva aspramente criticato l’azione del governo cinese, Richard Gere, buddista, impegnato in favore della liberazione del Tibet ed il “nostro” Beppe Grillo.
Questa decisione, oltre ad evidenziare il fatto che Grillo ha ormai raggiunto un prestigio internazionale indubbio, che sembra porlo al di sopra degli stessi rapporti diplomatici convenzionali, ha una portata storica non indifferente. Beppe Grillo, infatti, a differenza degli altri due personaggi, fino a poco tempo fa era poco più che un semplice comico di fama nazionale, oggi la sua posizione di opinion leader viene presa fortemente in considerazione e, addirittura, un capo di Stato si rivolge a lui per difendere le sue posizioni, consapevole del fatto che Grillo è sempre stato molto critico nei confronti del suo governo.
Così un comico di provincia diventa uno degli uomini politici più influenti nel nostro paese, senza un giornale finanziato dallo Stato e senza un partito…Ciò non sarebbe mai potuto accadere senza la rete; il comico genovese è diventato una sorta di guru ormai internazionalmente riconosciuto, il suo blog è il nono più letto al mondo e si può dire che la vastità del suo pubblico sia paragonabile a quella di un telegiornale nazionale. Quello che è successo è sintomatico della potenzialità che la rete può avere nella diffusione di idee; in rete, potenzialmente, chiunque può essere Beppe Grillo, chiunque può addirittura superare la sua notorietà, chiunque può ottenere un potere di influenza mediatico-culturale enorme, che supera le barriere nazionali.
Nella società di internet saranno sempre di più gli opinion leaders nati e “cresciuti” in rete ad avere potere ed influenza e, allo stesso tempo, il proliferare continuo di voci ed opinioni farà in modo che una monopolizzazione del pensiero, un’estensione globale del pensiero dominante sia sempre più difficile; come la stampa permise a un a Lutero di criticare la chiesa di Roma, creando una delle più grandi rivoluzioni culturali europee, così internet ci dà la possibilità di ampliare un messaggio in maniera spropositata, costringendo, a volte, chi detiene il potere a raffrontarsi con questo messaggio magari ignorato, malcelato o mistificato dai media tradizionali, molto più facilmente controllabili ed addomesticabili.
Così un comico di provincia diventa uno degli uomini politici più influenti nel nostro paese, senza un giornale finanziato dallo Stato, senza un partito, senza una televisione di proprietà o gestita tramite delegati nei Cda e con una presenza nei media tradizionali che si commenta da sola ( solo 29 secondi al Tg1 prima del V-day); il tutto con una sola, unica pagina web.
Oggi da questa pagina web è nato qualcosa di inimmaginabile: il capo di Stato del paese più popoloso del mondo, futura potenza globale, cerca questa pagina web, ne chiede un angolo, o meglio un post, per potersi esprimere, ben consapevole di quale e quanto possa essere il suo pubblico. Stiamo entrando in una nuova era della comunicazione globale con la quale la politica dovrà, inevitabilmente, fare i conti e che capovolgerà i consuetudinari modelli informativi, superando le normali barriere imposte dai media tradizionali, emissioni dirette o direttamente controllate dai detentori del potere.
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