
I CPT (Centri di permanenza temporanei), creati nel 1998 dalla legge Turco-Napolitano, in Italia sono attualmente 14, per un totale di circa 2000 posti; la loro funzione specifica dovrebbe essere quella di trattenere fino all’atto dell’espulsione l’immigrato irregolare; questo principio non solo ristringe il campo d’azione del diritto d’asilo, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ma rende di fatto possibile la reclusione per un illecito (finora) amministrativo. C’è da sottolineare inoltre come questa metodologia di carcerazione si basi sull’idea che gli immigrati irregolari devono essere rinchiusi e rispediti in patria perché in caso contrario potrebbero commettere alcuni reati, considerando di fatto un’intera categoria sociale (i clandestini) come socialmente pericolosa e per questo inevitabilmente soggetta alla detenzione. In Toscana ancora non esistono strutture di questo genere, ma sull’onda lunga del clima di terrore mediatico organizzato c’è chi inizia a sentirne la necessità e si parla già di luoghi: Pisa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Certaldo quelli più probabili; in Regione il centro sinistra si divide sul testo presentato dal PD mentre l’opposizione, non solo ribadisce la necessità di queste strutture ma richiede anche che ogni immigrato compili un apposita scheda con le dichiarazioni delle singole disponibilità economiche (ma non erano contrari alla pubblicazione dei redditi online?), per continuare la caccia ai poveri, convinti poi che gli irregolari collaboreranno. Il PD condanna fermamente i CPT ( inventati dai suoi dirigenti) e ne auspica una conversione in centri di accoglienza trasparenti e non a carattere detentivo, ma non convince la Sinistra Arcobaleno che aspetta un emendamento; a livello aretino la situazione riflette quella che si vive a Firenze. In questa continua guerra tra poveri sostenuta e fomentata da media e politici, intenti ad enfatizzare al massimo i fatti di cronaca creando una situazione di terrore costante, le ronde (anticostituzionali , in quanto la sicurezza è competenza specifica delle forze dell’ordine) e gli assalti (leggi pogrom) ai campi nomadi, sono del tutto tollerati da uno Stato, molto poco, di diritto in cui trovare capri espiatori è diventato uno sport nazionale. E così, tra questi colpevoli di nessun reato, in prima fila ci sono i 2000 (pronti ad aumentare) rinchiusi nei CPT in uno stato di fermo anticostituzionale in quanto non derivante da un reato penale ma da un illecito amministrativo; queste 2000 persone sono i martiri di un sacrificio (socialmente inutile) che i vari governi hanno dovuto compiere sull’altare di un’informazione che mischia soubrette e terrorismo psicologico nel calderone nazionalpopolare del declino culturale berlusconiano . Se la Toscana non saprà dare una risposta forte a questa ennesima provocazione rinnegherà la tradizione di società aperta e progressista che l’ha contraddistinta nei secoli.
PS: con questo articolo il blog arriva a quota 200; un grazie a chi mi segue…
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